lunedì 25 ottobre 2010

Riflessioni per una Piazza Pedonale.

Ieri sera in consiglio comunale l’on. Isidoro Gottardo ha affermato, al termine di un lungo ed interessante ricordo degli anni passati e di come le anime delle diverse amministrazioni succedutesi abbiano contribuito alla Sacile di oggi, che ritiene sbagliato rendere la piazza di Sacile solo pedonale.
A suffragio della sua affermazione, riflessioni di urbanisti del passato che ritenevano fosse percorribile la pedonalizzazione solo dopo la dotazione di parcheggi nelle vicinanze della piazza.
Sulla storia raccontata da Gottardo non si può che essere d’accordo, è la nostra storia e che ci piaccia o meno così è andata finora, ma proprio per questa nostra storia, per la difesa dall’urbanizzazione stravolgente che è stata tenuta negli anni sessanta, per i nostri grandi vincoli fisici che sono la pontebbana a nord, la ferrovia a sud e numerosi corsi d’acqua ad est ed ovest, per la sua morfologia che è immutata da centinaia d’anni, per le scelte non fatte quando era il tempo di farle, che io invece sono convinto si debba chiuderla al traffico.
Anche noi visitiamo luoghi dove l’equilibrio tra pedoni è macchine è già raggiunto, i pedoni transitano sulle strade chiaccherando e gustandosi le bellezze architettoniche, mentre le poche macchine passano a passo d’uomo, consapevoli che invadono uno spazio pedonale.
Ecco questo è il nocciolo: la piazza assieme all’area di piazza Duomo e la vecchia contrada, deve essere percepita da tutti come spazio pedonale, ed in questo modo le auto che necessitassero passare devono porsi.
Abbiamo aspettato troppo e non si è avuto il coraggio di cambiare quando c’erano le condizioni per farlo, ma non possiamo rimandare ancora. La fase successiva alla chiusura ed all’intervento di riqualificazione della piazza, ha dato il tempo per spezzare le abitudini consolidate in anni di uso abituale della piazza da parte delle macchine.
Darwin ha scritto << non è l’individuo più forte e nemmeno il più intelligente che sopravvive, ma quello che si adatta più velocemente al cambiamento>>.
Credo che anche i più scettici debbano convenire, dopo gli sconvolgimenti della crisi delle borse mondiali a cui è seguita la situazione di crisi economica in cui ci dibattiamo, che nulla è per sempre, ed il cambiamento è repentino ed inaspettato. Non ha senso ripensare o peggio pensare di riportare in dietro l’orologio del mondo, non possiamo, anche se qualcuno ancora lo spera, tornare agli anni ottanta, quando tutto doveva ancora accadere. E’ accaduto e basta, ora dobbiamo velocemente adattarsi a questa nuova condizione, necessaria per vincere in un momento dove anche le piccole realtà come la nostra, possono diventare mete ambite di turisti remoti o di cittadini di territori contermini. La nostra attrattività va giocata puntando sul futuro, e non sul passato. Le nuove tecnologie determineranno nei prossimi decenni uno sconvolgimento delle modalità di lavoro e quindi delle necessità di spostamento sempre più legate al piacere e non alla necessità di spostarsi.
Chi mai vorrebbe visitare un parcheggio trafficato se non chi nella propria macchina vede l’unica possibile affermazione di se. Beh, Sacile deve avere altre ambizioni, ed a pieno titolo.
La scelta mio avviso è già stata compiuta, non è di destra ne di sinistra è della gente e guarda al futuro. Spetta a noi adesso raccogliere la sfida ed adattarsi a questa nuova condizione, usando sempre più la nostra bella città, vivendola e non sfuggendola, premiando chi si adopera per farla vivere e non chi si lamenta per il cambiamento avvenuto. Cittadini, famiglie, residenti, commercianti, artigiani, turisti, tutti possono contribuire a ridisegnare la vita della nostra città, adesso è il momento, rimandarlo a quando ci saranno i parcheggi, è un alibi che non regge più, è l’ultima scusa di chi non vuol cambiare, o ne ha solo paura perché non è disposto a mettersi ancora in gioco. Ma questo, la vita, ce lo richiede ogni giorno.

Sacile 28 Settembre 2010
                                                                             Cappuzzo Roberto

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