mercoledì 21 ottobre 2009

Ospedale di sacile: ma quale ribaltone?


A seguito di un'incontro del sindaco di Sacile Ceraolo Roberto con l'assessore Kosic sulla destinazione dei 38 posti letto per acuti dell'ospedale di Sacile, veniva pubblicato il seguente articolo (clicca per leggere).

Martedì 20 Ottobre 2009 il Messaggero ed il Gazzettino hanno pubblicato il seguente comunicato stampa di Piero Colussi, consigliere regionale dei "Cittadini", in risposta alle affermazioni del sindaco.

E’ difficile comprendere i motivi della grande enfasi che si è voluta attribuire all’accordo raggiunto nei giorni scorsi fra il Sindaco Roberto Ceraolo e il direttore dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria degli Angeli Paolo Saltari nell’incontro con l’Assessore regionale Vladimiro Kosic a proposito del futuro assetto della struttura ospedaliera di Sacile.
Ricordiamo che l’oggetto del contendere era l’atto di indirizzo voluto dall’amministrazione comunale guidata da Roberto Cappuzzo che prevedeva la realizzazione di un polo riabilitativo e la riconversione di 30 degli attuali 38 posti letto per acuti della medicina in posti letto per post-acuti.
In campagna elettorale si arrivò addirittura a denunciare la volontà del centrosinistra di voler svendere l’ospedale di Sacile in quanto con quella proposta non avrebbe più potuto offrire nessun tipo di risposta ai bisogni “acuti” del territorio sacilese.
Ho sempre pensato che si trattasse di accuse strumentali ed esagerate che non tenevano in nessun conto quelli che erano gli indirizzi regionali che proprio con il Piano della Riabilitazione miravano ad offrire, in particolare alla popolazione anziana, una risposta clinico-assistenziale di qualità e di eccellenza per quelle patologie che abitualmente associamo alla cronicità.

La proposta avanzata nei giorni scorsi dall’Azienda Ospedaliera pordenonese prevede, di fatto, una nuova organizzazione suddividendo in due sezioni i 38 posti letto esistenti: 19 per gli acuti con alcuni posti letto per acuti riabilitativi e 19 posti letto per pazienti post-acuti: tanto rumore per nulla direbbe William Shakespeare.
Insomma rispetto alla proposta del “Modello Sacile” ci sarebbero solo pochi posti letto in più per pazienti “acuti”; quella che invece rimane confermata, ed è la cosa veramente importante, è la mission di questa struttura sanitaria impegnata sempre più a dare risposte appropriate ed efficaci al grande bisogno di terapie riabilitative. Addirittura si è tirato in ballo, come modello da perseguire, il Centro di riabilitazione “Gervasutta “di Udine: più polo riabilitativo di così!


Piero Colussi
Consigliere regionale “Cittadini”

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