Con una espressione poetica di Orazio, che segnala come non si muoia mai del tutto, salutiamo Andrea Zanzotto, grandissimo poeta e grande amico di tutte le persone sensibili che abitano tra Piave, Livenza et ultra.
Se ne è andato in punta di piedi ed il suo spirito riposa finalmente con i suoi padri, come ci suggerisce il testo biblico.
Questa dipartita sommessa è del tutto coerente con la visione che ci ha trasmesso circa la funzione del pensare, dell'arte ed in particolare della poesia: funzione essenziale in mezzo al frastuono universale che perseguita chi si dedica ad esse o semplicemente vuole vivere con dignità la propria esistenza.
Alcuni anni or sono, in un incontro trevigiano con il Rabbino Roberto Della Rocca e con lo scultore Romano Abate, rispose così ad una domanda sul ruolo del poeta nel tempo presente: “ Egli deve avere una voce come di formiche quasi inesistenti”.
Oggi è un giorno doloroso, ma tempera il nostro vuoto momentaneo la consapevolezza che la sua voce ha i caratteri della persistenza, della durata e della forza creativa consegnata al testo poetico.
E' una voce che sta con noi e che ci rimarrà accanto, a rammentarci molte cose.
Una ne vogliamo in questo momento segnalare, in armonia con la fotografia che abbiamo scelto: l'accostamento tra natura e dimensione del sacro.
In una intervista gli venne posta la questione di quale dovesse essere, oggi, la suprema proposta qualitativa della poesia, il suo «sì» alla vita.
Il poeta rispose che essa deve conservare l’idea del sacro: non l’idea di un sacro espressa da una piuttosto che da un’altra particolare religione, ma l’idea di una sacralità che è insita nella vita. Oggi, sostenne, chi pretende di avanzare verso aumenti di produzione senza tener conto che basta un niente per tracollare, va anche contro il sacro, contro la sacralità che da sempre bisogna presupporre nella vita. Non occorre far professione di una qualche fede particolare: il sacro supera la particolare idea di sacro esibita dalla singola religione, proponendo qualche cosa che se la si mette in dubbio, se la si tocca, crolla tutto. E su questa tastiera il poeta è andato avanti.
Tutti noi continueremo ad ascoltarlo ed a dialogare con lui in spirito.
Dove tutti noi significa: sia chi lo ha conosciuto attraverso i testi poetici, sia chi ha avuto la fortuna di dialogare direttamente con lui.
Per tutti.
Renzo MulatoLinks:
La notizia ansa.
Biografia su Wikipedia


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